DGR 2017 – Rain dapper!

Eccoci di ritorno dal DGR di Firenze. Intanto diciamo subito una cosa: quest’anno ci siamo concessi un po’di giorni con le famiglie per la manifestazione.

Cinzia ed io siamo partiti venerdì in direzione Siena per poi tornare verso Firenze il sabato dove ci hanno raggiunto gli altri eroi.

Innanzitutto un doveroso ringraziamento ad Enrico che non solo ci ha trovato 3 splendide camere all’Hotel Universo in piena piazza Santa Maria Novella ma ci ha pure prenotato un fantastico ristorante chiamato B.O.R.G.O. entrambi da provare:

– hotel con staff gentilissimo che ci ha anche tenuto le valige e fatto cambiare quando siamo tornati dal DGR;

– ristorante con proprietario simpaticissimo con prodotti di alta qualità: fantastico tutto dall’humus e tutti gli antipasti, al risotto, la carne, fino al dolce ed agli amari.

Purtroppo domenica 24 la manifestazione si é svolta tra nuvole e pioggia a Firenze con i partecipanti che dall’iniziale numero di oltre 500 sono stati alla fine circa 300, ma godetevi un po’ le foto che trovate qui sotto é diteci se non vi piacerebbe essere stati con noi!

A presto e buona strada, chissà dove ci porterà quella del DGR 2018?

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4050 parte 3… giradito

Eccoci alle battute finali del nostro viaggio. Gli ultimi due giorni sono all’insegna del momento più atteso del viaggio ovvero il famoso giro del “dito” della Corsica (da noi battezato “giradito”) raccontatoci da tutti come la parte più bella dell’intera isola da fare, come ci disse il milanese sul traghetto, “in senso orario peché solo i temerari lo fanno in senso inverso con lo strapiombo a fianco”.

Ma partiamo dll’inizio, ci si sveglia al mattino a Bocognano ed, una volta conrollata la presenza di entrambi i reni, ci si dirige a far colazione (abbastanza cara e scarna a dire il vero). Paolo, il proprietario dell'”Hotel”, ci fa le dovute raccomandazioni di andar piano raccontandoci di tutti gli incidenti motociclistici degli ultimi anni in Corsica. Dopo averlo salutato (ed aver toccato tutto il toccabile) ripartiamo verso la costa dove ci aspettano i famosi 380 km di strada per arrivare a dormire a Saint Florent dopo aver fatto il giradito visto che domani mattina danno pioggia.

Subito ci rendiamo conto che l’impresa sembra più ardua del previsto, infatti i primi km dopo Ajaccio sulla meravigliosa D81 sono veramente stretti e pieni di curve tanto che a mezzogiorno ci troviamo esattamente al Golfo di Porto secondo i piani… originali di quando credevamo di doverne fare 240 di km!

Già che ci siamo decidiamo che comunque mangiare si deve mangiare e ci affidiamo al ristorante prescelto che più che altro é una baracca sulla spiaggia che probabilmente in piena stagione fa anche da stabilimento balneare. Sorprendentemente i due proprietari de La Punta Rossa, alla vista un po’burberi e poco propensi ai convenevoli, si rivelano molto gentili e degli ottimi cuochi. Ci servono infatti degli ottimi filetti di pesce (non so di che tipo ma in fondo quando é buono perché chiedere?) con contorno, tutto cotto all’istante sotto i nostri occhi.

La Punta Rossa

Con la pancia piena e gli auricolari che fanno, per l’ennesima volta i capricci, ripartiamo confortati dalla previsione di un po’di strada facile tra una trentina di km che dovrebbe farci guadagnare tempo sulla tabella di marcia. I km scorrono effettivamente veloci sulla strada che porta da Galeria a Isola Rossa: asfalto buono, curve ampie e temperatura giusta con panorami mozzafiato tra le montagne, insomma una strada a misura di motociclista!

Ad Isola Rossa passiamo per il centro dove, verso le 16, ci sono molte persone sedute ai tavolini dei bar sorseggiando qualcosa e con un po’di malinconia pensiamo che se non avessimo il giradito da fare ci saremmo fermati anche noi in quell’atmosfera d’altri tempi, ma purtroppo ci aspettano ancora 160 km. Usciamo quindi dalla strada veloce T30 per ributtarci sulla D81 e le sue migliaia di curve per raggiungere Saint Florent e di li iniziare il Giradito quando a 10 km dalla meta succede l’imprevisto: inizia a piovere! Arrivati a Saint Florent ci fermiamo a far benzina e decidiamo che, viste le descrizioni che ci hanno fatto della strada che gira intorno alla penisola, non é il caso di rischiare e, con un po’di amaro in bocca, si decide che il Giradito sarà per la prossima occasione. Si parcheggiano quindi le moto, si raggiunge l’hotel e ci si fa una doccia in attesa che spiova. In abiti civili decidiamo quindi di andare a goderci il tipico aperitivo che avevamo invidiato alcune ore prima ad Isola Rossa in cerca poi di un buon ristorante che scopriamo essere alla fine lo stesso del nostro Hotel L’Europe. Lo chef, che parla un ottimo italiano, ci delizia con piatti tipici e dolci fantastici (il tutto in porzioni maxi che non fan mai male) tanto da decidere che l’indomani mattina é d’obbligo far colazione lì. 

Sarà stata la cena o la passeggiata ma nell’aria serpeggia un po’di ottimismo, tant’é che, in barba a tutti i siti di previsioni, si decide: domattina sveglia presto per vedere il meteo e, se non piove, si fa il Giradito!


Il profitterol fatto a mano!

Percorso del 26

La mattina del 27 sono io il primo a svegliarmi e guardando fuori vedo ancora le nuvole che incombono su Saint Florent, ma ben presto mi dico che potrebbe essere anche l’ora e la posizione allìombra del golfo a fregarmi. Una mezz’ora e decidiamo che si prova ad andare, quindi: colazione, chiusura borse, antipioggia addosso e si parte!

Ammetto che sono un po’in ansia per le descrizioni fin qui ricevute delle strade ed effettivamente sulla D80 curve ce ne sono tante così come pezzi particolarmente stretti ma non peggio di quanto visto fin qui su tutta la costa ovest dell’isola. La strada é lenta lenta tant’é che solo verso le 11.15 riusciamo ad arrivare sulla punta nord della penisola, e, pensando che abbiamo ancora metà della strada da percorrere e alle 14.30 parte il traghetto da Bastia per Livorno, il tempo stringe, non ci soffermiamo pertanto molto a celebrare la conquista. La parte est invece si rivela molto più scorrevole e veloce con paesini molto carini, come Macinaggio, su cui pensi possa essere molto interessante anche passare qualche giorno di vacanza. Alle 12 siamo a Bastia senza prendere una goccia d’acqua, ora possiamo dire:missione compiuta!

Il resto é storia, traghetto, autostrada, pioggia e finalmente alle 21.30 siam tutti a casa bagnati fradici con moto da lavare ed ingrassare a dovere nei giorni successivi.

Che dire altri 6 giorni indimenticabili passati con buoni amici, buon cibo, in luoghi meravigliosi e coltivando la nostra passione per le due ruote; non ci resta che ringraziare chi a casa ha permesso tutto questo, badando a figli e gatti senza farcelo pesare! A tutti gli altri che seguono le nostre avventure invece non ci resta che ringraziarli ed augurargli buona strada!

Alla prossima gente!

Missione compiuta!

Il riposo del guerriero

Giradito!

4050 parte 2… movimento lento

La seconda parte del viaggio é all’insegna della lentezza, infatti 24 e 25 per vari motivi sono stati due giorni all’insegna del relax e dell’attesa. 

La mattina del 24 si presenta con un bel sole e la colazione del Sa Cheya é ottima ed abbondante, il che ci fa partire con una particolare predisposizione al viaggiare lento crogiolandosi al sole mattutino della Sardegna in direzione Capo Caccia. Per raggiungere il suggestivo promontorio la strada é dolce e scorrevole con un panorama incantevole ed una volta arrivati e fatte una breve sosta e qualche foto riprendiamo verso Stintino e la meravigliosa spiaggia de La Pelosa.

La Pelosa é veramente un posto incantevole e dopo un pasto veloce ci stendiamo al sole per asciugare le ossa dalla nebbia della Pianura Padana.

Capo Caccia

Capo Caccia, il panorama

Preparazione alla prova costume

Oggi Capitan America

Dopo un pomeriggio in spiaggia ci si dirige verso Santa Teresa di Gallura lungo la costa: 150 km di curve e sole caldo con paesaggi mozzafiato. L’arrivo all’Hotel Majore verso le 19 ci trova tutti un po’cotti, come dimostra la foto dell’anziano qui sotto, ma almeno la stanza é grande e permette di isolarmi così da non svegliare tutti con le mie russate! Cena al Mediterraneo con passeggiata nel meraviglioso centro di Santa Teresa e poi a letto, il giorno dopo si sbarca in Corsica! 

Circondati da uno sciame di anziani svizzeri facciamo una abbondante colazione, carichiamo le moto e ci dirigiamo verso il porto dove é previsto che alle 10 ci si imbarchi in direzione Bonifacio. Appena arrivati al porto ci dicono che a causa di “problemi tecnici” la partenza della Moby potrebbe slittare, invece dopo un po’arriva la notizia che non si parte per nulla e ci consigliano di annullare la prenotazione e partire con la Blu Navy col viaggio delle 12 e così facciamo. Con nostro grande stupore oltre a costare la metà della Moby la compagnia sarda si rivela una bella sorpresa. Certo il traghetto é un po’vecchiotto ma completamente rimesso a nuovo, mentre il personale é cordiale e ben organizzato, hanno addirittura gli stracci da mettere sopra le selle delle moto per non rovinarle con la corda durante la legatura. Ore 14 siamo in Corsica nel panorama suggestivo di bonifacio.

Mail di richiesta rimborso alla Moby

Arrivati in Corsica partiamo alla ricerca di un posto dove mangiare e troviamo un baracchino lungo la strada dove pensavamo di trovare solo panini ed invece con nostra grande sorpresa troviamo degli ottimi piatti locali preparati da una giovane cuoca, peccato non aver tenuto un riferimento perché merita sicuramente una sosta. Si procede lungo la strada costiera e visto che il navigatore ci fa girare un po’intorno decido di togliere un punto di passaggio, grosso errore! Infatti il TomTom a questo punto ricalcola un percorso che non ci fa più girare attaraverso il centro ma tutto sulla costa fino ad Ajaccio, di li 35 km e si va a Bocognano, che é già in montagna, per passare la notte in quella che sembra tanto la casa in cui andavamo in gita col prete da piccoli col proprietario che somiglia molto a Don Mazzi! In questo luogo dimenticato dal tempo riusciamo a trovare poco distante un ottimo ristorante, l’Auberge A Tanedda dove mangiamo piatti locali veramente ben fatti e ci fa ricredere sulla scelta di Bocognano che finora ci era sembrata un po’infelice. 

Domani ci aspetterà un lungo trasferimento visto che per giovedì han messo brutto e dovremo anticipare il giro del “dito” con ben 380 km da percorrere, che in corsica significano circa 9 ore di guida; meglio andare a letto presto.

(Fine seconda parte)

Vista dall’Hotel Beau Sejour

Il percorso del 25 aprile

 

4050 parte 1… finalmente si parte!

Lo avevamo promesso a gennaio e abbiamo mantenuto la parola: il 2017 sarebbe stato per noi un anno particolare con pochi appuntamenti, dati i sempre crescenti impegni personali che non ci lasciano nemmeno un attimo per accendere le moto figuriamoci guidarle, ma ognuno speciale data la celebrazione dei 50 anni dell’anziano e dei 40 miei.

Intanto il video (lo trovate anche sul nostro canale YouTube in HD) come aperitivo.

Ora sono d’obbligo alcune premesse:

  1. Questo é stato anche il primo giro insieme della stagione. Tra la Rocket che faceva le bizze, la Multi e la Turismo da portare al primo tagliando e la BMW sparsa per il garage del Maroz proprio non siamo riuasciti ad incontrarci se non l’anziano ed io per un giro sul Muraglione (si lo so che ho sempre criticato questo passo ma adesso sopra c’é un ottimo bar che fa panini spettacolari quindi c’é un motivo per arrivarci).
  2. Tutti abbiamo cambiato mezzo come potete leggere qui e questo é stato il vero test per capire anche il feeling coi mezzi (si mormora di una prossima recensione della Turismo e della nuova Multi prossimamente su queste pagine per darci un po’di tono).

    Fatte quindi le dovute presentazioni si può passare allo svolgimento del tema. Il punto d’incontro é il distributore COOP di Ferrara alle 9.00 in punto del 22 aprile. La mattinata si presenta fresca, la Turismo parte da casa segnando un bel 9 gradi quindi le premesse non sono le migliori, ma poi pian piano il sole esce e la temperatura cresce mentre prendiamo confidenza con i mezzi, carichi come somari, ed é già tempo della prima sosta merenda!

    L’anziano ha fatto gli adesivi! Questo giro si parte griffati!

    Rifocillati a dovere iniziamo ad inerpicarci verso Monterenzio lungo la Valle dell’Idice e di qui Monghidoro, Pian del Voglio e Lago di Suviana per mangiare a La Spiaggetta. Con la pancia piena (costante dei nostri viaggi) si parte verso Livorno mettendo come variante Bagni di Lucca  per rendere la strada meno noiosa ed un po’più suggestiva. 

    Alle 19 siamo presso il porto di Livorno all’imbarco con un vento freddo che ci lascia ancora un po’dubbiosi sui giorni a venire, il fatto che poi la Sardinia ci lasci in attesa sulla banchina lasciando sfilare prima tutte le macchine ed i camion non migliora il nostro umore, ma per fortuna arriva il momento del nostro imbarco e di una doccia calda in cabina, poi cena e letto che domani ci aspetta una giornata lunga. NdR: il Maroz sostiene che ci fosse mare mosso quella notte e sia stato male per quello. Noi, non avendo sentito nulla, diamo ancora la colpa alla birra Pietra che ha bevuto ed al fatto che invecchiando il nostro fisico non regga più tanto l’alcool, però magari ci sbagliamo e la stanchezza della giornata non ci ha fatto sentire le onde, mah!

    Il mattino del 23 ci svegliamo di soprassalto e realizziamo subito che la Sardinia non é come la Moby, dove c’é la voce da nazista che recita in 4 lingue di alzarsi immediatamente e fare colazione, ma lasciano tutto al tuo buon cuore sperando che ti svegli per tempo. Ci si veste al volo e si scende nei garage dove si aspetta che ci aprano i portell. La temperatura é meglio di quanto credessimo e dopo una buona colazione a Golfo Aranci si parte in direzione Cala Brandinchi, dove ci concediamo un po’di relax in spiaggia fino alle 11.

    I marines si preparano allo sbarco

    Cala Brandinchi

    Per i grandi classici abbiamo: Ironman

    e Super Pippo

    Rinfrancati dalle due ore di spiaggia ci dirigiamo verso la Costa Smeralda e Porto Cervo e, contrariamente a quanto avremmo scommesso, troviamo un posticino dove pranzare a poco: Frades

    L’anziano sempre più Ironman

    Culurgiones

    Una volta imbottiti di culurgiones e prosciutto e formaggi locali ci possiamo dirigere verso l’hotel passando per l’interno dell’isola. Sfilano sotto le nostre ruote Pausania, il Lago del Coghinas, Ozieri, Macomer e Bosa. Da quest’ultima parte la meravigliosa strada costiera SP49 che porta ad Alghero dove ci aspetta il Relais Sa Cheya con le sue fantastiche camere, la piscina ed il ristorante con specialità gourmet… tutte cose che ci fanno pentire di non poter rimanere di più. Dopo la cena si tenta di guardare la Moto GP ma l’unico a vedere la partenza sarà l’anziano dall’alto della sua esperienza, il Maroz ed il sottoscritto scopriranno il risultato solamente la mattina del 24! 😆

    (Fine prima parte)

    Il Nuraghe

    Arrivo ad Alghero